“Non hai studiato? Tranquillo ci pensa il tuo hacker di fiducia!”

“Il vostro amico hacker ha pensato di anticipare le vacanze ;) Fate i buoni.”

“Ciao sono Babbo Natale e sono russo. Viva Stalin e viva il comunismo, le vacanze cominciano oggi. BUON NATALE!”

Queste sono alcune frasi che sarebbero apparse oggi, Lunedì 14 dicembre 2020, sulle schermate dei pc degli studenti di scuola superiore.

Perché è stata colpita la didattica a distanza?

La didattica a distanza italiana che viene organizzata principalmente su Google Meet e Google Classroom è stata boicottata da un attacco hacker ancora non chiaro. Online si sono moltiplicate le schermate delle piattaforme offline dai messaggi di errore bizzarri. Le fotografie sarebbero però dei fake.

Ecco che cosa si sa fino ad ora.

Intorno alle 12.30 di oggi si sono verificati alcuni malfunzionamenti su Google, che hanno coinvolto le piattaforme di Gmail, YouTube, Google Meet, Google Classroom e Drive. I problemi si sono verificati in tutto il mondo ma in particolare in Europa per via del fuso orario.

Lezioni, verifiche, interrogazioni e tutte le altre attività a distanza organizzate sulla Google Suite sono saltate per circa un’ora, per la gioia di migliaia di studenti e studentesse italiane.

Sono stati riscontrati problemi anche con Google Play, lo store digitale su cui è possibile scaricare le app per smartphone, ed i servizi di sponsorizzazione Google Ads. Mentre non sono stati registrati disservizi per il motore di ricerca.

schermata Google Meet seguito hackeraggio Google

Cosa ha causato i malfunzionamenti?

Non è chiaro, al momento, cosa abbia causato i malfunzionamenti. Qualche fonte non ufficiale ha ipotizzato che la causa possa essere legata agli accessi tramite account. Ad esempio, entrando su YouTube col browser in modalità incognito, qualcuno dice di essere riuscito a visualizzare correttamente il sito.

Ripristino dei servizi Google ma i danni ai servizi 007 USA restano

Verso le 13.30 Google ha dato annuncio di aver iniziato a ripristinare i propri servizi.

Diverse agenzie, tra le quali il Dipartimento del Tesoro, quello al Commercio, l’Fbi, e un’agenzia Usa responsabile di internet e Tlc hanno subito attacchi hacker. Sono stati registrati accessi insoliti agli indirizzi di posta elettronica e furti di informazioni riservate.

Il Washington Post ha accusato gli hacker russi, APT29 e Cozy Bear del servizio di intelligence russo, già conosciuti per la violazione del Dipartimento di Stato e dei server di posta elettronica della Casa Bianca durante l’amministrazione Obama.

Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha subito negato il coinvolgimento russo nell’attacco hacker ai danni del governo degli Stati Uniti.

Anche il New York Times ha riportato la vulgata americana dell’attacco della Russa, soprannominandola “la cyber offensiva più grave degli ultimi cinque anni“. Peskov, a difesa della sua nazione, ha riportato «Nego ancora una volta le accuse. Se gli americani non hanno fatto nulla in proposito per mesi, probabilmente non dovrebbero affrettarsi ad accusare in modo infondato i russi di tutto» ribadendo il fatto che la falla al sistema informatico era nota.

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